venerdì 1 agosto 2008

Scaricare video? Non serve, sono tutti nella cache!

I metodi per scaricare video dalla rete sono numerosi. In questo blog io stesso ho suggerito alcune dritte al riguardo. I browser poi implementano estensioni che ne permettono il download, tuttavia usando questi metodi non è sempre possibile scaricare da tutti i siti, perché le estensioni si appoggiano a server remoti che in genere permettono il download dai portali più noti, ma non da tutti. Provate per esempio a scaricare un video dal sito http://www.veoh.com . Vi assicuro che non esiste metodo o estensione che possa soddisfare la vostra richiesta.
Tuttavia, di tutto ciò che si vede in rete durante una sessione, rimane traccia nella cache del browser, cioè in una cartella di sistema che, per chi usa Internet Explorer, si può raggiungere seguendo il percorso:

C:\ Documents and Setting\nome_utente\Impostazioni locali\Temporary Internet Files.
Siccome la cartella Impostazioni Locali è nascosta, dovete renderla visibile, come qui ho spiegato. Basta quindi guardare il video che si intende scaricare, interamente e senza interruzioni, poi chiudere il browser, aprire la cartella dei File Temporanei Internet e cercarlo.

clic per ingrandire


Il video è riconoscibile, perché la sua icona è la stessa del player che si usa abitualmente per guardarlo. Se il video vi interessa, lo copiate da qualche parte. Non è consigliabile aprirlo nella cartella dei File Temporanei Internet. Per non perdersi nella marea di file che troverete nella cache e per abbreviare i tempi di ricerca, è consigliabile svuotare la cartella prima di collegarsi a Internet.

Per chi usa Firefox il principio rimane lo stesso, ma la ricerca del video è complicata dal fatto che il percorso è diverso. Lo potete conoscere leggendo qui sotto:
C:\DocumentsandSettings\nome_utente\ImpostazioniLocali\Datiapplicazioni\Mozilla\Firefox\Profiles\nome a caso\Cache.
Tuttavia la maggiore difficoltà risiede nel fatto che i file nella cache di Firefox non sono in chiaro, cioè non sono associati ai rispettivi programmi. Le icone hanno tutte lo stesso aspetto. Il video può essere rintracciato osservando e confrontando il “peso” dei file. Nel mio caso (un video su YouTube) un file era di 13,9 MB, mentre gli altri di soli qualche KB. Solo il primo poteva essere il video che cercavo. Ho fatto doppio clic sul file e si è aperta la finestra Apri con, dalla lista dei programmi ho scelto il player che solitamente uso per i video e la riproduzione ha avuto inizio. Infine ho rinominato il file dandogli l’estensione flv. Ricordo che tutti i video della rete, almeno quelli dei portali più conosciuti, sono in formato flv e possono essere riprodotti col lettore specifico oppure con
Media Player Classic. Qui sotto il videotutorial.

mercoledì 30 luglio 2008

Stampare selezioni di testo con IE 7

Una novità della versione 7 di Internet Explorer è quella di poter stampare selezioni di testo direttamente dalle pagine web, senza bisogno di copiarle e incollarle in un documento Word e poi mandarle alla stampante. Dopo aver selezionato il testo che interessa, basta cliccare sulla voce Anteprima di stampa e ... seguire le indicazioni del video. Si può accedere all 'Anteprima di stampa anche dal menù principale cliccando in sequenza File >> Anteprima di stampa.

martedì 29 luglio 2008

Le estensioni di IE 7

I browser sono i programmi per navigare in Internet. I più famosi e più usati sono Internet Explorer, Firefox, Opera, e Safari. A differenza del primo, che è proprietario della Microsoft, e che è parte integrante di Windows, gli altri sono open source o gratuiti. Safari è il browser di casa Mac, che da poco ha realizzato una versione anche per Windows. E’ risaputo che Internet Explorer, dal punto di vista della sicurezza, è nettamente inferiore agli altri tre, anche se con la versione 7 (preinstallata su Windows Vista) ha fatto registrare sensibili miglioramenti rispetto alle versioni precedenti (filtro anti-phishing, blocco pop up, gestione componenti aggiuntivi...). Non è tuttavia di questo che voglio parlare.
Con l’arrivo di Firefox è cambiato l’approccio alla navigazione. Infatti è con Firefox che si è pensato a un browser a misura di utente, mediante le cosiddette estensioni, piccoli programmi (add-on) che aggiungono funzionalità e agiscono indipendentemente dal browser. Tutti i browser, Internet Explorer compreso, hanno una sezione specifica dedicata alle estensioni. In questo post darò indicativamente informazioni su quattro estensioni di Internet Explorer 7 . Tuttavia, navigando nel sito, se ne possono trovare molte altre. Il link di riferimento è questo:
http://www.windowsmarketplace.com/ . Esistono anche “fonti alternative”, tuttavia i siti non sono sempre attendibili perché può accadere che nell’estensione si nascondano virus e malware.

WOT, (acronimo di Web of Trust ) è un’estensione che migliora la navigazione in termini di sicurezza. L’estensione ci mette al corrente sull’affidabilità del sito che si vuole visitare in base ai giudizi dagli utenti. Dopo l'installazione, nella barra superiore apparirà una piccola icona che diventa verde, gialla o rossa a seconda di quanto è sicura la pagina che si visita.



Cliccando sull’icona, si può valutare in dettaglio il giudizio assegnato in base a quattro voci: Attendibilità, Affidabilità del Fornitore, Sicurezza per bambini e Riservatezza.


Altri estensioni interessanti sono YouTube Downloader, che permette di scaricare i video da YouYube e di convertirli in altri formati, Inline Search for Internet Explorer, che crea una barra per le ricerche in linea, IE7 Pro 2.0, di cui trovate un’esauriente spiegazione in italiano in questo sito, Super Ad Blocker, che blocca la pubblicità nociva, appoggiandosi alle black list automatiche. Quest’ultimo è uno strumento veramente efficace, che però costa 30 dollari (circa 20 euro). E’ possibile tuttavia provarlo gratuitamente per 15 giorni.
Per contro, le estensioni di Firefox sono più numerose e tutte gratuite. Ma questo sarà argomento di un prossimo post.

sabato 26 luglio 2008

Maledetti professori

IL "PROFESSORE", ormai, primeggia solo fra le professioni in declino. Che insegni alle medie o alle superiori ma anche all'università: non importa. La sua reputazione non è più quella di un tempo. Anzitutto nel suo ambiente. Nella scuola, nella stessa classe in cui insegna. Gli studenti guardano i professori senza deferenza particolare. E senza timore. In fondo, hanno stipendi da operai specializzati (ma forse nemmeno) e un'immagine sociale senza luce. Non possono essere presi a "modello" dai giovani, nel progettare la carriera futura. Molti genitori hanno redditi e posizione professionale superiori. E poi, la cultura e la conoscenza, oggi, non vanno di moda. E' almeno da vent'anni che tira un'aria sfavorevole per le professioni intellettuali. Guardate con sospetto e sufficienza. Siamo nell'era del "mito imprenditore" . Dell'uomo di successo che si è fatto da sé. Piccolo ma bello. E ricco. Il lavoratore autonomo, l'artigiano e il commerciante. L'immobiliarista. E' "l'Italia che produce". Ha conquistato il benessere, anzi: qualcosa di più. Studiando poco. O meglio: senza bisogno di studiare troppo. In qualche caso, sfruttando conoscenze e competenze che la scuola non dà. Si pensi a quanti, giovanissimi, prima ancora di concludere gli studi, hanno intrapreso una carriera di successo nel campo della comunicazione e delle nuove tecnologie. Competenze apprese "fuori" da scuola. Così i professori sono scivolati lungo la scala della mobilità sociale. Ai margini del mercato del lavoro. Figure laterali di un sistema - la scuola pubblica - divenuto, a sua volta, laterale. Poco rispettati dagli studenti, ma anche dai genitori. I quali li criticano perché non sanno trasmettere certezze e autorità; perché non premiano il merito. Presumendo che i loro figli siano sempre meritevoli. Si pensi all'invettiva contro i "professori meridionali" lanciata da Bossi nei giorni scorsi. Con gli occhi rivolti - anche se non unicamente - alla commissione che ha bocciato "suo figlio" agli esami di maturità. Naturalmente in base a un pregiudizio anti-padano. I più critici e insofferenti nei confronti dei professori sono, peraltro, i genitori che di professione fanno i professori. Pronti a criticare i metodi e la competenza dei loro colleghi, quando si permettono di giudicare negativamente i propri figli. Allora non ci vedono più. Perché loro la scuola e la materia la conoscono. Altro che i professori dei loro figli. Che studino di più, che si preparino meglio. (I professori, naturalmente, non i loro figli). Va detto che i professori hanno contribuito ad alimentare questo clima. Attraverso i loro sindacati, che hanno ostacolato provvedimenti e riforme volti a promuovere percorsi di verifica e valutazione. A premiare i più presenti, i più attivi, i più aggiornati, i più qualificati. Così è sopravvissuto questo sistema, che penalizza - e scoraggia - i docenti preparati, motivati, capaci, appassionati. Peraltro, molti, moltissimi. La maggioranza. In tanti hanno preferito, piuttosto, investire in altre attività professionali, per integrare il reddito. O per ottenere le soddisfazioni che l'insegnamento, ridotto a routine, non è più in grado di offrire. Sono (siamo) diventati una categoria triste. Negli ultimi tempi, tuttavia, il declino dei professori è divenuto più rapido. Non solo per inerzia, ma per "progetto" - dichiarato, senza infingimenti e senza giri di parole. Basta valutare le risorse destinate alla scuola e ai docenti dalle finanziarie. Basta ascoltare gli echi dei programmi di governo. Che prevedono riduzioni consistenti (di personale, ma anche di reddito): alle medie, alle superiori, all'università. Meno insegnanti, quindi. Mentre i fondi pubblici destinati alla ricerca e all'insegnamento calano di continuo. Dovrebbe subentrare il privato. Che, però, in generale se ne guarda bene. Ad eccezione delle Fondazioni bancarie. Che tanto private non sono. D'altra parte, chissenefrega. I professori, come tutti gli statali, sono una banda di fannulloni. O almeno: una categoria da tenere sotto controllo, perché spesso disamorati e impreparati. Maledetti professori. Soprattutto del Sud. Soprattutto della scuola pubblica. E - si sa - gran parte dei professori sono statali e meridionali. Maledetti professori. Responsabili di questa generazione senza qualità e senza cultura. Senza valori. Senza regole. Senza disciplina. Mentre i genitori, le famiglie, i predicatori, i media, gli imprenditori. Loro sì che il buon esempio lo danno quotidianamente. Partecipi e protagonisti di questa società (in)civile. Ordinata, integrata, ispirata da buoni principi e tolleranza reciproca. Per non parlare del ceto politico. Pronto a supplire alle inadempienze e ai limiti della scuola. Guardate la nuova ministra: appena arrivata, ha già deciso di attribuire un ruolo determinante al voto in condotta. Con successo di pubblico e di critica. Maledetti professori. Pretendono di insegnare in una società dove nessuno - o quasi - ritiene di aver qualcosa da imparare. Pretendono di educare in una società dove ogni categoria, ogni gruppo, ogni cellula, ogni molecola ritiene di avere il monopolio dei diritti e dei valori. Pretendono di trasmettere cultura in una società dove più della cultura conta il culturismo. Più delle conoscenze: i muscoli. Più dell'informazione critica: le veline. Una società in cui conti - anzi: esisti - solo se vai in tivù. Dove puoi dire la tua, diventare "opinionista" anche (soprattutto?) se non sai nulla. Se sei una "pupa ignorante", un tronista o un "amico" palestrato, che legge solo i titoli della stampa gossip. Una società dove nessuno ritiene di aver qualcosa da imparare. E non sopporta chi pretende - per professione - di aver qualcosa da insegnare agli altri. Dunque, una società senza "studenti". Perché dovrebbe aver bisogno di docenti? Maledetti professori. Non servono più a nulla. Meglio abolirli per legge. E mandarli, finalmente, a lavorare.
Ilvo Diamanti - repubblica.it

mercoledì 23 luglio 2008

Non serve la lente d'ingrandimento

E' possibile ingrandire o rimpicciolire le pagine Web, tenendo premuto il pulsante Ctrl e facendo scorrere avanti e indietro la rotellina del mouse. L'effetto zoom si può ottenere anche con Firefox e Opera. In Internet Explorer la percentuale d'ingrandimento è leggibile in fondo a destra.

martedì 22 luglio 2008

Romanzi e poesie on - line

Su http://www.letteraturaitaliana.net/ è possibile consultare e scaricare gratuitamente ben 342 tra le principali opere dei più noti esponenti della letteratura italiana. Potete scegliere tra poesie, romanzi e saggi. Le opere, in pdf, si possono consultare per autore o per titolo. Indispensabile Acrobat Reader .
Non serve registrazione.

sabato 19 luglio 2008

Rispondete col cellulare a suon di musica

Siete stanchi delle solite suonerie? Vi piacerebbe che quando qualcuno vi chiama al cellulare si senta la vostra canzone preferita? Non sevono programmi complicati di audio editing. Collegatevi al sito http://audiko.net/en.html , caricate il vostro mp3 preferito, poi col mouse trascinate la barra fade in e fade out rispettivamente in corrispondenza dell'inizio e della fine della porzione desiderata (io ho scelto il ritornello di S.O.S. degli Abba) e infine... guardate il video.
Se non siete capaci trasferire file tramite bluetooth da computer a cellulare, ve lo dico in un prossimo post.