venerdì 20 aprile 2007

Informazione o comunicazione?

E' la domanda che mi sto ponendo. La gran massa degli utenti usa Internet per notizie (ricerche, lettura di giornali, "notizie alternative") video, consultazioni on - line... Molti "addetti ai lavori" negano alla rete qualsiasi valenza comunicativa, altri la considerano strumento interattivo per eccellenza. In realtà anche l'utente comune ultimamente si è accorto che sulla rete "c'è posto per tutti", anche a costo zero. E allora se il blog lo fa la mia amica, perchè non devo farlo io? L'importante è esserci. La rete, tuttavia, manca di quelle regole che invece sono presenti in un consesso reale, oppure, se le regole ci sono, esse non vengono sempre rispettate. Alcuni forum seri impongono una "netiquette" ai suoi utenti, ovvero un serie di comportamenti educati e civili. Ho assistito personalmente a violente risse in un forum, e i moderatori hanno cacciato i maleducati. Pur tuttavia, anche e soprattutto con questi comportamenti eccessivi, la rete ha il pregio di far vedere uno straordinario spaccato dell'animo umano, dei modelli comportamentali degli individui e del loro modo di intendere l'interazione col prossimo.
Troppo spesso, infatti si nota che comunicare - sulla rete - diventa esternare, pontificare, glorificarsi, insultare, deridere, ammazzare il tempo... La comunicazione è un'attività complessa (e coraggiosa) perchè presuppone una volontà dichiarata di confronto. Se si decide tutti d'accordo di stare in un certo posto (reale o virtule) per confrontarsi, si devono concordare delle regole che devono essere condivise. Troppo spesso si vede gente che sbraita, offende, deride, perchè sa che può farlo in completo anonimato o dietro uno pseudonimo. Sulla rete ci si può "aggiudicare" un'esistenza, per quanto virtuale, al prezzo più basso possibile. Ecco perchè è così facile saltabeccare da una discussione all'altra, da un interlocutore all'altro, da un forum a un altro forum.
A conclusione di queste mie riflessioni, scritte di getto, ma che meriterebbero un approfondimento, cito una frase trovata in rete:

"la più grande miseria di Internet è la sua capacità di metterti il tuo prossimo a portata di mano, pur permettendoti di tenerlo perennemente a distanza."



7 commenti:

  1. Non sono una grande freguentatrice dei forum e tantomeno dei blog. Internet l'uso soprattutto per ricerche di cose specifiche e perchè no anche per trovare programmi e giochi gratuiti ma anche per curiosità : INPUT.
    Sempre entro un margine di tempo compatibile con gli altri miei interessi non più schiava obbligata per lavoro a starci davanti per 10-12 ore al giorno.
    Partendo dall'ultima frase da te trovata su internet, dico che sono d'accordo con le tue deduzioni.
    Infatti, scrivere con blog - discussioni su forum anche molto violenti, maleducati ecc. sono dovute perchè la persona si sente forte dietro il suo anonimato. Esprime quello che vorrebbe essere senza pensare a nient'altro che al suo "IO". Nonostante siamo in un epoca di grande comunicazione e quindi dovrebbe avvicinare le persone, siamo in realtà SOLI. I giovani se non hanno il telefonino in mano e si mandano continuamente sms non riescono a vivere: per loro altra comunicazione non esiste.
    Una volta c'erano i "salotti buoni" ed un interesse ad imparare cosa che il ricco poteva il povero no. L'istruzione è oggi alla portata di tutti ma viene utilizzata male : non ce più curiosità, interesse a sapere qualcosa di quello che ci circonda per avere una cultura generale e poter parlare di tutto un pò. Ci si limita al piccolo mondo che ci circonda: il lavoro - la famiglia - gli amici (pochi) - il bar - l'aperitivo e soprattutto il mangiare: tutto per poter dire si siamo felici.
    I forum rappresentano quindi un modo anonimo di sfogo e, di conseguenza, di poco rispetto per le opinioni dell'altro in quanto se scriviamo vogliamo emergere e tutti devono essere d'accordo con "lui" : altrimenti dove starebbe la gratificazione??
    Io ho avuto la fortuna di incontrare persone deliziose - poche ma c'erano. Giustamente mio marito dice: "cosa sai che quello che dice è vero??" Ha ragione, perchè è senz'altro possibile che ci si spacci per quelli che vorremmo essere: professori - psicologi - esperti nella comunicazione di massa ecc. oppure soltanto con la voglia di discutere rasentare il litigio la baruffa: tanto nessuno mi conosce.
    Sono convinta che purtroppo le "regole" qualora vengano fatte o siano esistenti come la "netiquette" sono le prime ad essere stravolte e non osservate. Non esistono regole perchè ci sono già troppe regole che ci seguono tutto il giorno costantemente alle quali non è facile non sottostare e quindi qui nei forum - blog o simili le regole le fa il singolo individuo, l'altro può solo decidere se starci o meno tanto il "lui" che ha scritto troverà sempre il "colui" che gli risponderà nella stessa maniera o forse ancora peggio alla quale seguirà la discussione accesa, la maleducazione, l'offesa in nome di un principio da lui sancito ma non sottoscritto da nessuno.
    Se pensi ad una cosa che sul forum che ben conosciamo entrambi e che nonostante tutto secondo me è uno dei migliori, chi risponde sono sempre quelli: chi dall'ufficio perchè non hanno nulla da fare o approfittano della loro posizione; quelli che non hanno altro interesse e si sentono soli e quindi si sfogano in questo modo; quelli che vogliono far vedere quanto bravi sono e quindi migliori degli altri; ecc.ecc.
    Infatti la stragrande maggioranaza di chi usa internet ed i telefonini (i giovani) sanno poco o niente dell'uno o dell'altro : si sono ristretti solo nelle piccole e sufficiente nozioni al puro scopo del dialogo (si fa per dire) con altri simili: per il resto il NULLA.
    Mi fermo perchè di cavolate mi sembra che bastino.

    RispondiElimina
  2. Benvenuto nel mondo del blog.
    Trovo che in giro ci sia una gran voglia di comunicare, ma una enorme difficoltà a coinciliare tempi e luoghi. Chi ha più il tempo di farsi una sana chiaccherata con gli amici? Solo i ragazzi, ma lo fanno a loro modo.
    Laura P.

    RispondiElimina
  3. A volte capita che do per scontate alcune verità e le dimentico, poi, un giorno qualsiasi, apro un giornale, un forum, un blog.. ed eccola la: la verità scontata mi salta addosso e mi accorgo che una parte di mondo la stavo guardando attraverso un velo! E allora sono costretta a fermarmi e a chiedermi con chi o forse meglio, con cosa me la sto prendendo tanto se questo chi o cosa ha con me solo un rapporto virtuale e non reale??? La tecnologia non si ferma, e io non sono una Don Chisciotte, allora non mi, o meglio, non ci resta che sperare che "qualcuno" ogni tanto si ricordi di ributtare in circolo quelle verità così scontate che ...tendiamo a dimenticare!

    RispondiElimina
  4. Ho notato adesso che l'ora del blog e completamente sfasata. E' indietro di almeno 10 ore. Mah!..

    RispondiElimina
  5. Il tuo blog è una delle tue case, nelle nuove forme di socialità in rete. E' una parte della tua identità sociale: puoi stabilire delle regole per stabilire cosa possono fare gli ospiti in casa tua. Magari le scrivi nella colonna laterale.

    Non vuoi commenti anonimi? Cancellerai commenti offensivi? Dillo prima: in tal modo qui giunge qui non potrà dire di non sapere.
    Perché le buone idee possono venire anche dagli anonimi.

    Per il resto, buon divertimento... sei già partito bene: commenti così come questi al primo post fanno ben sperare in un luogo di scambio attivo e frequentato.

    RispondiElimina
  6. ... mhm ... quanti argomenti interessanti bollono già in pentola :-)
    Non saprei proprio da dove iniziare a dire qualcosa ...
    Allora parto da qui: (riporto la citazione) "la più grande miseria di Internet è la sua capacità di metterti il tuo prossimo a portata di mano, pur permettendoti di tenerlo perennemente a distanza." Terribile, a mio parere, e infatti nella vita reale prima o poi ci si allontana quando le dinamiche relazionali si impostano in tal modo.
    Altra questione: Internet è indubbiamente una gran bella cosa, neutralizza distanze, tempi, puoi trovarci proprio di tutto e di più, posso anche parlare, dire la mia, pensare che qualcuno ascolti, ma ... come mai a scuola i miei piccoli alunni li sento dire: "Uffaaaaahhh, perchè nessuno mi ascolta? A casa nessuno mi ascolta, a scuola nessuno mi ascolta! Perchè?" E' vero che anche loro come tanti adulti sono egoisti ed egocentrici, ma sono piccoli e dicono una grande verita: "Perchè nessuno mi ascolta?"
    L'argomento andrebbe molto per le lunghe, occorrerebbe valutare attentamente quale senso va per la maggiore di questi tempi (vista, ovviamente) e quale sta andando in declino (udito, ovviamente), quali effetti tutto ciò produce nell'individuo, quali nuove relazioni, non relazioni, solitudini emergono.
    Pur non avendo qui io approfondito praticamente nulla, perchè questo modo di comunicare mi rende le cose difficili, concludo riconfermando la mia idea positiva circa l'utilità utile di Internet, ma quando parlo a qualcuno/a preferisco avere di fronte il mio interlocutore e non lo schermo del mio computer.
    Magari per voi non c'azzecca affatto, ma mi piace citare una frase per me bellissima di Vittorino Andreoli detta in una trasmissione televisiva: "Il farmaco cura la malattia, la PAROLA cura il malato".
    La parola scritta è importante, è una conquista, è anche arte e molto altro ancora, ma quella reale che vibra nell'aria è il top (ammesso che l'interlocutore non sia sordo, o che stia ad ascoltare...).
    Un saluto a tutti :-)

    RispondiElimina
  7. Penso che ognuno potrebbe dare una definizione diversa di ciò che è Internet. Un po' perché essendo una realtà in divenire modifica (a volte anche fortemente) le proprie carattereistiche e un po' perchè la sua stessa complessità permette ad ognuno di noi di guardarla in modo diverso. Il punto di vista che sempre mi consente di vedere Internet come una naturale presenza nel mio mondo è quello che mi interpreta come un essere biodigitale che abita indifferentemente diversi luoghi dei sensi e del senso.
    In un certo senso mi ricorda un frammento del libro "Nadja" di A. Breton: "Quanto a me, continuerò ad abitare la mia casa di vetro, dove si può vedere a qualsiasi ora chi mi viene a trovare, dove tutto ciò che sta appeso ai soffitti e alle pareti regge come per incanto, dove di notte riposo su un letto di vetro che ha lenzuola di vetro, dove chi sono mi apparirà presto o tardi inciso a punta di diamante.".

    RispondiElimina

WhatsApp verso pagamenti, spunta in rete funzione Payments

WhatsApp sempre più vicina ai pagamenti elettronici. In una nuova versione beta (quindi in fase sperimentale) dell'applicazione per A...