giovedì 13 settembre 2007

Ancora Web 2.0

Si fa un gran parlare del Web 2.0, senza chiedersi se sia esistito un Web 1.0 e che cosa abbia rappresentato per Internet. Molto semplicisticamente qualcuno associa il Web 1.0 a quello del modem a 54 K, mentre il Web 2.0 alla banda larga. In realtà le cose non stanno proprio così, perchè, prescindendo dalle velocità di connessione , il Web 2.0 è prima di tutto un concetto nato nel 2004. Il Web 2.0 non è una vera rivoluzione , ma piuttosto un'evoluzione (qualcuno già parla di Web 3.0 in cui la larghezza di banda sarà di 10 Mega) verso qualcosa di nuovo. Tutti conosciamo la filosofia che sta alla base del Web 2.0 e cioè la condivisione di conoscenze e contenuti, che si realizza attraverso i Blog, la scrittura collaborativa (Google Documents , wiki), di immagini, video e quant'altro (You Tube, BubbleShare) . E' ovvio che queste risorse non possono essere condivise in un computer locale, perchè, a computer spento, esse non sarebbero più accessibili. Ecco allora che lavorando direttamente in rete i nostri documenti sono sempre consultabili e modificabili da chi li condivide con noi, anche perchè in rete ci vengono messi a disposizioni software gratuiti per la gestione dei nostri file (editor di testi, fogli elettronici, programmi di ritocco fotografico...).
Ma c'è dell'altro.
Esistono anche siti in "stlile" Web 2.0. Senza addentrarsi in particolari nelle tecnologie che permettono la realizzazione di questi siti, si può affermare che è possibile realizzare siti in grado di aggiornare e gestire autonomamente le varie parti di una pagina. In un sito Web 2.0 è consentito di avere aggiornamenti indipendenti dalle varie parti della pagina, per esempio il riquadro che presenta le ultime notizie e quello in cui compare il meteo.
In un sito di informazione stile Web 2.0 insomma il visitatore può ridimensionare i vari riquadri della pagina e spostarli con il mouse. Per vedere in pratica come funziona un sito Web 2.0 basta collegarsi al sito www.netvibes.com/ (leggete il riquadro Webnote a destra). Se voleste iscrivervi vi saranno chiesti solo un indirizzo di posta elettronica e una password
Nei siti stile Web 2.0 oltre alla struttura è possibile modificare anche i contenuti. Usando i flussi RSS, i siti stessi si arricchiscono di informazioni che provengono da database esterni. I vantaggi sono evidenti: prima di tutto non abbiamo più bisogno di cliccare, perchè le pagine si aggiornano continuamente in modo automatico. In più non serve più installare programmi, perchè essi fanno parte integrante delle pagine Web. Si prenda ad esempio il sito www.writely.com . E' in tutto e per tutto un programma di elaborazione testi usabile gratuitamente on-line che assomiglia a Word ma non richiede alcuna installazione. Anche Google dunque usa il Web 2.0. Chi ha un account con Google si è accorto che tra i tanti servizi a disposizione c'è anche iGoogle, dove l'utente può modificare la posizione dei riquadri, aggiungere schede e contenuti. E GMail, il servizio di posta elettronica, mostra i messaggi in un'interfaccia che non ha assolutamente nulla da invidiare ai programmi per gestire la posta elettronica.
______________
Spunti e sitografia: http://www.collinrete.it/

Nessun commento:

WhatsApp verso pagamenti, spunta in rete funzione Payments

WhatsApp sempre più vicina ai pagamenti elettronici. In una nuova versione beta (quindi in fase sperimentale) dell'applicazione per A...