domenica 6 gennaio 2008

Ci voleva Al Qaeda per fermare la Parigi - Dakar?

Permettetemi questo breve OT, solo per esprimere un mio pensiero su una notizia riportata ultimamente dai media. Si tratta della gara Parigi – Dakar, che quest’anno non si svolgerà per le minacce dei terroristi islamici di Al-Qaeda. Bene hanno fatto gli organizzatori a sospenderla, non si tratta di aver ceduto al ricatto, quanto di aver abolito una gara che, anche senza il terrorismo, ha lasciato ugualmente dietro di se una scia di sangue.
Spiace constatare che di questi terribili “effetti collaterali”, non abbiano dato notizia né i maggiori telegiornali, né le testate giornalistiche più importanti. Non ho sentito dire in nessun notiziario che, in 14 edizioni della corsa, ci sono stati 51 morti di cui 27 piloti e 24 giovani africani falciati lungo il percorso, una media spaventosa di quasi 4 morti a gara. E’ brutto che la corsa sia stata fermata per motivi politici, ma era opportuno fermarla prima, per la sua pericolosità. E’ altrettanto brutto quanto ho letto su Corriere.it: “…Ci sono minacce concrete di gruppi armati, anche kamikaze. Non si può mettere a repentaglio la vita dei partecipanti, al di là delle considerazioni economiche e di ascolto della gara"… E certo...a repentaglio non la puoi mettere per i kamikaze, che poi la vita sia stata sempre messa a repentaglio ogni anno indipendentemente dai terroristi la cosa non conta? O forse la vita di un ragazzo dalla pelle scura o di un pilota che cerca fama rischiando la vita in una gara ad alto rischio, non vale quanto la vita di un occidentale o di un pilota di Formula 1?
Almeno quest’anno potremo dire con certezza assoluta che non ci saranno morti.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Già, così i fondamentalisti occidentali diranno ora che si cede al ricatto dei terroristi...
quando per motivi di sicurezza avrebbe dovuto esser già stata annullata!

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